Il 2017 strizza l’occhio all’industria, e alla sua capacità di innovarsi

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Il 2017 si è aperto come un anno di grandi speranze e opportunità per le aziende italiane, ma anche ricco di difficoltà ed incognite. E’ di pochi giorni fa la notizia di in un ennesimo incremento della disoccupazione in Italia, soprattutto quella giovanile. Quasi il 40% dei giovani è senza un’occupazione, così come più dell’11% degli adulti. Allo stesso modo, al di là dell’oceano, il fattore Trump sembra in grado di riservare molte sorprese. In positivo e in negativo.

Inizieremo a vederne la portata dal prossimo 20 gennaio, ormai alle porte, data in cui lo stesso Trump si insedierà ufficialmente alla guida degli Stati Uniti. L’Industria 4.0 è gioia e sgomento delle imprese italiane. Gioia per le più grandi, se saranno in grado di trarre vantaggi strategici dal rendere più smart le proprie attività produttive. Sgomento per le più piccole, se non riusciranno ad accedere alle tecnologie per incrementare la loro competitività. C’è da aspettarsi che la locomotiva dell’economia italiana rimarrà ancora l’export, in uno scenario in cui la domanda interna stenta a ripartire.

L’Industria 4.0 è oramai un hot topic da diversi mesi in Italia. Perlomeno dal 21 settembre scorso quando è stato presentato a Milano il Piano Nazionale Industria 4.0 dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. L’impegno del Governo? 13 miliardi, di euro, in 7 anni. Dal 2018 al 2024 tale impegno economico prenderà la forma di superammortamenti e iperammortamenti, credito d’imposta che potrà trasformarsi in risorsa per il settore ricerca e sviluppo e investimenti sui beni strumentali. Un tappeto rosso steso all’innovazione.

Inoltre, in questo nuovo anno appena iniziato, ci aspetta una grande incognita, che direzione prenderanno gli Stati Uniti nell’era Trump? L’incoronazione ufficiale del nuovo presidente americano è alle porte. Il 20 gennaio si insedierà ufficialmente alla guida dell’America. La sua campagna elettorale si è basata su proclami e annunci che stanno, in teoria, ridefinendo la rotta americana. Nei fatti è tutto da verificare. Il punto più importante sembra comunque essere un rinnovato ruolo industriale degli Stati Uniti. A voler essere predittivi, tale ruolo, potrebbe essere confermato dall’annuncio di Marchionne di pochi giorni fa. FCA ha in programma un investimento da 1 miliardo di dollari negli Stati Uniti. Questo creerà, nelle previsioni, 2000 nuovi posti di lavoro.

 

 

Per l’Italia la scommessa del 2017 è l’innovazione. Anche e soprattutto nel settore industriale. Se riusciremo a credere, e questo significa anche investire risorse, nella smart factory, la fabbrica intelligente o 4.0, torneremo a essere competitivi. Diversamente il rischio è quello di perdere il passo con gli altri paesi, vedi Francia e Germania in primis, che stanno investendo in nuovi complessi produttivi ad alto contenuto tecnologico.

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