Aggiornamento al DEF, confermato il Piano Impresa 4.0 per il 2020

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Lo scorso lunedì 30 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato quella che è la nuova nota di aggiornamento al DEF. Le principali attenzioni, prima dell’arrivo della Nota, erano rivolte a punti quali il blocco dell’aumento dell’Iva e alla prospettiva di un deficit al 2,2%, e sugli incentivi per l’uso delle carte di credito. Ma forse le novità più importanti, soprattutto per le imprese di ogni dimensione, sono arrivate nell’ambito dell’Industria 4.0 e della digitalizzazione, perché verrà rinnovato il Piano Industria 4.0.

Nella versione integrale della nota di aggiornamento al DEF vengono quindi confermati gli incentivi del Piano Industria 4.0. In una parte della Nota viene infatti riportato che si prevedono i rinnovi di alcune politiche in scadenza, tra cui quella degli incentivi dell’Industria 4.0.

Vediamo più nel dettaglio come cambia il Piano Industria 4.0.

All’interno della sezione specifica del documento, rilasciato da Ministero dell’Economia e delle Finanze, dove si parla di innovazione, una particolare attenzione viene posta sul tema dell’innovazione tecnologica e di come questa debba essere “Incoraggiata favorendo l’aumento degli investimenti privati, ancora troppo lontani dalla media europea, in startup e PMI innovative”. Inoltre, sempre all’interno della Nota, viene evidenziato come gli ambiti della quarta rivoluzione industriale, che vanno dalla digitalizzazione, alla robotizzazione e all’intelligenza artificiale, abbiano l’obiettivo di inserirsi in un’ottica di economia circolare. Qui ci si pone nella prospettiva delle soluzioni per una riduzione dell’impatto ambientale, anche in un’ottica di riduzione degli effetti dovuti al cambiamento climatico. Un vero e proprio Green New Deal.

Cambia anche il nome, da Industria 4.0 si passa a, e si parla di, Impresa 4.0, in questo modo gli orizzonti di interventi si ampliano e la forbice di imprese coinvolte è destinata a crescere. Un Piano che “Verrà aggiornato nell’ambito di una nuova strategia nazionale dell’innovazione anche nell’ottica di uno sviluppo delle politiche sostenibili e green”.

 

 

Questo è uno dei motivi per cui, sempre secondo la Nota, diviene urgente, in Italia, avviare processi e percorsi che contribuiscano ad accelerare la digitalizzazione del paese. L’obiettivo è anche quello di far risalire il nostro Paese all’interno dell’indice Desi, un indice rilevatore dei progressi compiuti dagli Stati UE nel settore della digitalizzazione. Una valutazione che non avviene solo analizzando il sistema delle infrastrutture esistente, ma anche in relazione ai servizi digitali che uno stato offre a cittadini e imprese. Dove rientra a pieno titolo anche la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, altro tema importante, e di cui già abbiamo parlato in un altro nostro articolo, per il futuro del sistema produttivo italiano.

Nelle intenzioni della nuova Nota di Aggiornamento si legge che: “Nell’ambito di una nuova strategia nazionale per l’innovazione, attraverso una revisione organica delle misure esistenti, per favorire la più ampia partecipazione delle piccole e medie imprese, delle filiere produttive e stimolare l’attrazione di grandi investimenti strategici.”

Qui sembra esserci un cambio di prospettiva, o meglio: un ampliamento di prospettiva. Infatti l’anticipazione è quella che riguarda le agevolazioni fiscali attualmente in essere, tra cui iperammortamento, superammortamento, bonus ricerca e sviluppo, credito d’imposta e formazione, che verranno riconfermate. Mentre le novità dovrebbero riguardare soprattutto le PMI, per le quali sono previste specifiche rimodulazioni degli incentivi. Come dire, i processi di digitalizzazione saranno a portata di tutti, grandi e piccoli.

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