Come l’Intelligenza Artificiale sta ripensando il settore industriale

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L’intelligenza artificiale è, da un po’ di tempo a questa parte, sulla bocca di tutti, e nelle agende di acquisizione dei grossi gruppi tecnologici (Google, Apple, Microsoft e simili). Dove le tante startup che cercano di “far ragionare” le macchine firmano contratti di cessione spesso milionari. Lo strappo con il passato è evidente, e il settore industriale non uscirà illeso da questa nuova, profonda, trasformazione in corso.

L’Industria è un settore poco mobile, se paragonato all’estremo dinamismo delle startup che creano il codice, di programmazione, su cui muove i suoi passi l’intelligenza artificiale (AI). Ma l’Industria può trarre grandi vantaggi dalla crescita e diffusione dell’AI e dalla sua integrazione nei propri processi produttivi. Basti pensare alla sola Industria 4.0 e di come si basi su una continua evoluzione dell’automazione in fase produttiva. Le macchine – i macchinari – sono infatti sempre più autonome/i in molti dei processi di realizzazione dei prodotti. E comunicano tra di loro in maniera sempre più evoluta.

Se c’è un settore che ha largamente fatto impiego di tutti i progressi nella robotica e dell’automazione, è sicuramente quello industriale. Nuovi avanzamenti dei sistemi di intelligenza artificiale porteranno ad una sempre maggiore integrazione dei sistemi automatici nelle linee di produzione. Anche in settori con un maggiore livello di precisione come quello elettronico e automobilistico. Nonostante molti processi produtti avranno sempre bisogno di una supervisione da parte dell’uomo, stiamo andando nella direzione di un’industria sempre più robotizzata e automatizzata.

 

 

L’intelligenza artificiale sta implementando e assistendo le operazioni cognitive allo stesso modo in cui l’energia del vapore prima, e dell’elettricità poi, hanno coadiuvato il lavoro fisico nelle fabbriche durante il XVIII e XIX secolo. L’automazione non è infatti un concetto nuovo, ma risale almeno alla rivoluzione industriale, e cioè da quando la produzione ha iniziato a dipendere più dalle macchine che dall’uomo. Oggi l’automazione ha raggiunto un livello di sofistificazione estremamanete elevato, ma il principio su cui si basa è ancora il medesimo: assistere le attività umane, ma con un’autonomia sempre maggiore.

L’AI influenza l’automazione nel settore industriale in tre principali maniere:

  • Immediatezza, più alto è il livello di AI applicato all’automazione, maggiore è la velocità con la quale si possono gestire modifiche e adattamento dei processi produttivi. Una maggiore velocità ed efficienza produttiva, applicabile soprattutto in manifattura e produzione di beni di largo consumo.
  • Diversificazione, i processi automatici si basano su una semplificazione e standardizzazione di determinate fasi produttive. La crescita dei sistemi di AI aumenta la possibilità di gestire interi sistemi complessi di numerose fasi produttive in maniera sempre più smart. Integrando e gestendo le differenti funzioni di un’intera linea produttiva.
  • Complessità, i sistemi di automazione che abbiamo conosciuto, e utilizzato, sino ad oggi, non sono necessariamente “intelligenti”. Svolgono di solito azioni semplici che si basano su una o più istruzioni di input, alle quali seguono una o più azioni di output. La rivoluzione dell’AI permetterà di avere “macchine” in grado di prendere decisioni basate sul loro livello di learning, sostituendo in parte l’apporto umano, e ciò porterà all’automazione di tasks sempre più complesse.

L’intelligenza artificiale non è però relegata solamente all’Industria, ma influenza altri settore come quello automobilistico, vedi la continua evoluzione delle autovetture con pilota automatico: Uber e Tesla ad esempio. Ma anche il settore medico, dove “macchinari” sempre più intelligenti sono in grado di diagnosticare le condizioni di salute di un paziente, e proporre la cura più adatta. Il settore energetico, dove l’AI ci consentirà di avere risparmi energetici e ottimizzazione dei consumi dell’energia stessa, sia in ambito domestico che aziendale. E poi tanti altri settori e comparti ne saranno influenzati, positivamente.

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