Cosa cambia con la Brexit: frontiere, lavoro e commercio

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Con la fine di gennaio la Gran Bretagna uscirà dall’Unione Europea, il 1 febbraio di quest’anno è la data ufficiale dell’inizio della sua separazione dalla UE. Una condizione, questa, che comporterà numerose conseguenze per quello che riguarda i rapporti commerciali con il vecchio continente, sia per le aziende e sia per i lavoratori. Il parlamento e le autorità europee sono al lavoro per definire gli ultimi parametri dell’accordo che servirà a gestire questo primo periodo di transizione che dovrebbe durare sino al prossimo 1 gennaio 2021.

Dopo un lungo periodo di impasse la Gran Bretagna sembra essere riuscita a intraprendere il proprio percorso di uscita dall’UE, ci sono voluti diversi anni e governi prima che il risultato del referendum del 23 giugno 2016 arrivasse ad essere attuato. Vediamo in dettaglio che cosa cambia, dopo che la Brexit sarà entrata in funzione, per le imprese e i lavoratori europei che hanno rapporti commerciali e di lavoro con il paese di Oltremanica.

 

Lavoro 

Il tema di caldo della separazione tra la Gran Bretagna e l’Europa è quello relativo ai lavoratori europei che si trovano in Inghilterra. Da entrambe le parti sembra ci sia la volontà di giungere ad un accordo in grado di salvaguardare i rapporti privilegiati esistenti. Ma la situazione sembra essere molto complessa. Per i lavoratori che si trovano già in Gran Bretagna non dovrebbe cambiare molto, infatti le autorità britanniche hanno più volte confermato che non ci saranno “espulsioni” per i lavoratori presenti sul loro territorio nazionale.

Diversa risulta invece essere la situazione per coloro che decideranno di spostarsi per lavoro, chi giunge per la prima volta in Gran Bretagna potrebbe trovarsi di fronte tutta una serie di restrizioni create ad hoc per limitare l’ingresso in Gran Bretagna di manodopera meno specializzata, e di tutti coloro che sono alla ricerca di lavori con bassi livelli di specializzazione. La legge inglese non prevede invece limiti di accesso per chi guadagna più di 30mila euro l’anno, o per chi si assicura un posto di lavoro con una retribuzione di questa entità.

 

 

Commercio (e scambi commerciali)

La frontiera tra Europa e Gran Bretagna entrerà in funzione dal primo gennaio 2021. Inoltre, entro la fine di quest’anno le due controparti dovranno trovare un accordo che regoli anche gli scambi commerciali e, quest’anno, servirà come una fase transitoria dove rimarranno in essere gli accordi attuali, sia sul fronte doganale sia su quello commerciale.

L’orientamento, per entrambe le parti, sembra essere quello di giungere a una sorta di accordo sul libero scambio che consideri la Gran Bretagna come un’eccezione rispetto agli altri paesi con cui l’Europa ha rapporti commerciali di varia natura. Quindi l’obiettivo comune dovrebbe essere quello di mantenere un rapporto economico e commerciale privilegiato tra le parti.

Per la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, l’obiettivo sarebbe quello di arrivare a un’intesa che confermi l’assenza di tariffe doganali. Un’area di libero scambio simile a quella esistita sino ad oggi.

In sostanza, per le imprese, molti aspetti economici saranno più chiari solo nei prossimi mesi, quando si vedrà effettivamente cosa succederà con l’applicazione o meno di nuovi, eventuali, dazi. Una delle conseguenze più prevedibili per gli imprenditori italiani che esportano prodotti e componenti in Gran Bretagna è che le pratiche per l’esportazione saranno più complesse.

 

Turismo e formazione

Per ora non c’è niente di definitivo sulla sorte degli studenti europei che decidono di studiare in Gran Bretagna e viceversa, e neanche per quelli che vorranno partecipare al progetto Erasmus. Mentre per i viaggiatori e i turisti, sino a tutto il 2020 sarà possibile entrare in Gran Bretagna con la sola Carta d’Identità, mentre dall’anno successivo servirà un visto.

 

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