Cresce l’Industria della birra in Italia, e con lei le nuove professioni ricercate

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L’industria della birra è viva e vegeta in Italia, si tratta di un settore infatti che ha subito una forte crescita negli ultimi anni, in poco più di un biennio ha creato 4.400 posti di lavoro. Un tempo la figura professionale che veniva maggiormente associata a questo settore era quella del mastro birraio, ma adesso i tempi sono cambiati, così come le professioni, ed ecco che da qui nasce il bisogno di profili come sommelier, digital manager e ingegnere chimico alimentare. Almeno stando ai dati presentati all’interno di una ricerca svolta da Althesys e Fondazione Birra Moretti.

Se si pensa alla produzione della birra è facile immaginarsi un luogo quasi da fiaba, una cantina o uno spazio simile dove omoni in grembiule si muovono tra botti di fermentazione al cui interno si produce la birra. Ma i tempi sono cambiati e così è cambiata la professione del birraio, o dell’impresa che produce birra.

 

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Fonte: Le (insospettabili) professioni della birra

 

Secondo la ricerca di Althesys e Fondazione Birra Moretti nel settore della produzione della birra sono cambiati anche, e soprattutto, i profili professionali ricercati. All’interno della filiera adesso c’è bisogno di figure come il tecnologo alimentare, l’ingegnere chimico alimentare, il responsabile di laboratorio e controllo qualità, il coordinatore di sostenibilità e automation specialist. Senza dimenticare il brand ambassador e il beer specialist oltre al sommelier della birra.

Nello specifico, le nuove figure sempre più ricercate, sono 15:

    • Mastro birrario
    • Tecnologo alimentare (della birra)
    • Ingegnere chimico alimentare
    • Responsabile laboratorio e controllo e qualità
    • Responsabile sicurezza
    • Coordinatore sostenibilità
    • Automation specialist
    • Digital innovation manager
    • Commerce specialist
    • Tecnico grafico
    • Brand ambassador
    • Beer specialist
    • Spillatore
    • Barman
    • Sommelier della birra

Un’altra buona notizia che arriva da questo settore è la crescita degli occupati, dal 2015 al 2017 sono aumentati di 4.400 unità (+5%). Un dato che, se paragonato con l’andamento medio nazionale, nello stesso periodo di tempo, fa segnare una performance di quasi il doppio (nello stesso arco di tempo, in Italia, l’occupazione è cresciuta di circa il 2%, secondo i dati Istat). Questa crescita si traduce in 6 nuovi posti di lavoro creati dal settore ogni giorno.

Inoltre, dei 3,49 miliardi di euro di valore aggiunto creato dal comparto, il 71% (2,47 miliardi di euro) viene destinato alla remunerazione lorda dei lavoratori, sostenendo così l’economia familiare.

Per quanto riguarda invece i macro trend del settore, attesi per i prossimi 2-5 anni, questi sono: sostenibilità, sviluppo di nuovi gusti e innovazione digitale. Quello della birra è anche un settore dove si investe molto in formazione, con l’85% delle imprese che si dota di questo servizio per i propri dipendenti. Oltre alla formazione il settore è appetibile anche per le prospettive di assunzione e durata contrattuale della collaborazione lavorativa, con il 50% dei lavoratori della filiera è assunto da più di 10 anni, rappresentando una valida prospettiva di stabilità che piace ai giovani.

 

Lo studio “Le (insospettabili) professioni della birra” è stato realizzato da Althesys per conto della Fondazione Birra Moretti, ed è stato effettuato intervistando 6.900 dipendenti del settore.

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