Export e produzione industriale in crescita in Italia nel 2016

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Crescono l’export e la produzione industriale in Italia per il 2016, nonostante tutto. Considerato le numerose problematiche che il nostro paese si è trovato costretto ad affrontare nel 2016 gli indici di crescita presentati dall’Istat e che riguardano l’export e la produzione industriale aprono interessanti spiragli verso una maggiore dinamicità del sistema economico italiano.

Il terremoto del centro Italia, circa 23,5 miliardi di danni stimati, la Brexit, Trump eletto Presidente degli Stati Uniti d’America e il referendum italiano che ha messo gli uni contro gli altri. Per il bene del paese. Il 2016 non è stato un anno tranquillo, di fatto lo si poteva immaginare, anno bisesto anno funesto, dicevano gli “antichi”. Oltre a questi eventi di risonanza mondiale in ambito economico e politico ci sono state le numerose morti di star del cinema e della musica, da david Bowie a Prince, ma anche Ettore Scola e Bud Spencer. Un 2016 da dimenticare verrebbe da dire.

Se non fosse per l’Istat, che a gennaio tira fuori dal proprio cappello magico i dati della produzione industriale e dell’export italiano per il 2016. Eureka! “Nel 2016 le esportazioni italiane sono in crescita dell’1,1% in valore e dell’1,2% in volume rispetto all’anno precedente e l’avanzo commerciale raggiunge i 51,6 miliardi (+78 miliardi al netto dell’energia)” ci dice l’Istat. Un’espansione dell’export che si concentra prevalentemente nell’area Ue (+3%), mentre sono in calo le esportazioni nell’area extra Ue (-1,2%). I mercati più dinamici per il nostro export sono stati: Giappone (+9,6%), Cina e Repubblica ceca (+6,4% entrambe), Spagna (+6,1%) e Germania (+3,8%).

Per quanto riguarda invece le tipologie di prodotti che hanno avuto le migliori performance nell’export ci sono: articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+6,8%), autoveicoli (+6,3%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+4,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,2%). Maggiore export significa però anche una maggiore attenzione che le imprese italiane dovranno dedicare ai processi innovativi, per essere competitive e mantenere il trend di crescita. Dall’Industria 4.0 alla capacità di investire in sviluppo e ricerca.

Ma la crescita dell’export non è una mosca bianca, a farle compagnia abbiamo anche una rinata crescita industriale del nostro paese. Sempre l’Istat ci informa “A dicembre 2016 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dell’1,4% rispetto a novembre. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2016 la produzione è aumentata dell’1,3% rispetto al trimestre precedente.”

I comparti economici che beneficiano maggiormente di questa nuova vitalità produttiva sono: fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,9%), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+12,2%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+11,9%). Ma ci sono anche dei cali: nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-4,1%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-0,6%).

Speriamo che il 2017 prosegua con questo trend positivo, nonostante tutto. Dalla situazione politica che ristagna all’Europa che minaccia procedure di infrazione oltre alle fatiche internazionali che mettono alla prova un’Unione Europea sempre più bisognosa di un’identità collettiva e collaborativa. Ma noi siamo convinti che ce la possiamo fare!

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