Il panorama europeo dell’Industria 4.0, export e digitalizzazione secondo I-Com

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L’economia è fatta di numeri, e così anche l’Industria. Non parliamo solo di quelli che servono a identificare i volumi produttivi e i livelli di export delle aziende, ma riguardano anche sigle e nomi. Come l’Industria è 4.0 e le nuove reti della “rivoluzione digitale” che si chiamano 5G.

Ciò che emerge con chiarezza dall’ultimo studio di I-Com, presentato nei giorni scorsi a Bruxelles, e denominato “Il futuro dell’industria europea. Digitalizzazione, Industria 4.0 e il ruolo delle politiche nazionali ed europee.” è uno scenario futuro che si muove su due principali binari: digitalizzazione e robotica. Ma partiamo dall’inizio, nonostante l’incremento dell’importanza che il settore del Terziario ricopre all’interno dell’economia globale, l’Industria – e il manifatturiero – detengono ancora una larga fetta di tale economia. Tra i paesi più sviluppati, quelli che presentano una percentuale maggiore dell’incidenza del settore manifatturiero all’interno della loro economia nazionale, sono la Corea del Sud (29% dell’economia nazionale), seguite dalla Cina (27%) e dalla Germania (23%).

Allo stesso tempo si sta assistendo, nel panorama europeo, ad una diminuzione del personale impiegato nei settori industriale e manifatturiero. Se si considera il periodo di riferimento 1990-2015 si è visto un dimezzamento di persone impiegate in questi settori nel Regno Unito, e a seguire Francia (-40%), Italia (-30%) e Germania (-27%). Parte di questa riduzione del personale impiegato si può però imputare anche a un diffuso incremento dell’output della produttività. Nel periodo 2002-2015 paesi come la Francia (+43% su questo indice) e il Regno Unito (+35%) hanno fatto segnare le performance migliori su tale indicatore, seguite da Germania (+30%) e Italia (+17%).

L’Unione Europea è sempre stata, per tradizione, una grande potenza industriale votata all’export. Ma gli anni della crisi hanno messo a dura prova il suo ruolo dominante a livello globale, situazione da cui si sta ancora riprendendo. Nel periodo 2012-2015 il tasso medio di crescita globale dell’export è stato pari ad un +2,55%, mentre nel medesimo periodo di riferimento l’Europa ha fatto segnare un più piccolo +1,65%. Sempre nello stesso periodo il medesimo indice di crescita è stato di +4,9% per la Cina e di un +2,65% per gli Stati Uniti. Un dato che fa bene sperare, per l’Europa, è però il valore fatto segnare nel del 2015, dove lo stesso indice è arrivato ad un +3,2%.

In termini di volumi l’Europa rimane sempre una potenza mondiale nel settore dell’export di prodotti e merci. Settore in cui ha mantenuto la seconda posizione assoluta, in termini quantitativi, a livello mondiale nell’anno 2015. In questo periodo di riferimento il Vecchio Continente ha rappresentato il 15,5% di share dell’export calcolato su base mondiale, pari ad un valore di 1.789 miliardi di euro. Meglio di lei ha fatto solamente la Cina, con il 17,8% di share per un valore dell’export pari a 2056 miliardi di euro.

L’Industria 4.0 ha dimostrato di riuscire ad avere la capacità di incrementare la produttività e competitività delle aziende, agendo positivamente su asset fondamentali come l’efficienza energetica e un utilizzo più smart delle risorse, influendo positivamente sulla riduzione dell’impatto ambientale degli stessi processi produttivi. Andando di pari passo con l’esigenza dello sviluppo di pattern produttivi più sostenibili. In linea con le guidelines contenute nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

 

 

 

Sempre secondo il rapporto di I-Com, un aspetto fondamentale per lo sviluppo dell’Industria 4.0 è rappresentato dall’incremento della capacità di processare moli di dati sempre più grandi. In uno scenario in cui queste informazioni crescono, e sono destinate a crescere, in maniera esponenziale, nasce la necessità di sviluppare sistemi di trasmissione dati sempre più evoluti e performanti. Ed è qui che entrano in gioco le reti 5G. In termini di capacità tecniche, e innovazione tecnologica, questi nuovi network permettono di:

Una trasmissione dati che può arrivare ad essere fino a 100 volte più veloce
Ridurre fino 5 volte il tempo di latenza della rete
Incremento di 1000 volte del volume di dati
Aumento del ciclo di vita delle batterie cellular sino a 10 anni
Aumento dei device che si possono connettere alla rete (1 milione per Km quadrato)

In questo scenario tecnologico la maggiore diffusione delle reti 5G offre una straordinaria opportunità per il settore industriale. Alcuni esempi li si possono trovare nella robotica industriale e nelle prossime vetture con la guida automatica, e in qualsiasi altro sistema che ha bisogno di processare – quindi ricevere e trasmettere – enormi quantità di dati contemporaneamente.

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