Il post Brexit e il ruolo dell’Inghilterra come tech hub non più europeo

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Il 2017 è stato un anno record per gli investimenti su aziende e startup del settore tech in Inghilterra. La Gran Bretagna si attesta infatti come il paese, nel panorama geografico europeo, con la maggiore attrattività per i global investors del settore tech, fungendo da polo attrattivo per questi capitali, tanto da farle superare, in termini di investimenti appunto, qualsiasi altro paese europeo.

Stando ai dati raccolti da PitchBook per London & Partners i venture capital investment nel settore tech inglese sono quasi raddoppiati nel 2017, rispetto all’anno precedente, toccando la quota record di 2,99 miliardi di sterline rispetto agli 1,63 miliardi dell’anno precedente.

Ma, si sa, esiste l’Inghilterra e poi c’è Londra, ed è questa città il vero hub tecnologico e funziona un po’ come una calamita in quanto attrae molti degli investimenti che toccano suolo britannico. In questo contesto il settore tech della capitale inglese fa da traino a tutta l’economia digitale del Regno Unito. Infatti “in città”, nel solo 2017, sono arrivati l’80% di tutti gli investimenti del paese, e corrispondono a 2,45 miliardi di sterline.

I dati raccolti da PitchBook evidenziano inoltre il ruolo di elemento centrale che Londra ha non solo in Inghilterra ma anche in Europa, come città leader per quanto riguarda gli investimenti nel settore tech – che molti analisti vedono come il settore che presenta il maggior margine di crescita per gli anni a venire – rispetto alle altre capitali europee.

 

 

Ma quale è la situazione nel resto del continente? In termini nazionali, la Gran Bretagna, nel periodo di riferimento che abbiamo evidenziato sopra, e cioè nel corso del 2017, ha attratto circa quattro volte la quantità di capitali della Germania – nel paese guidato dalla Merkel sono arrivati circa 694 milioni di sterline – e in totale più di Francia, Irlanda e Svezia messe insieme. Mentre per quanto riguarda le principali città la situazione non cambia di molto: le tech companies londinesi hanno raccolto più investimenti di ogni altra città europea se paragonate con le corrispettive di Amsterdam, Berlino e Parigi.

Nelle parole del sindaco di Londra Sadiq Khan, a commento dei risultati presentati, si percepisce un rinato entusiasmo della City “I dati sugli investimenti record di oggi sono un’ulteriore prova del fatto che Londra è la capitale tecnologica indiscussa dell’Europa, io mi impegno a garantire che riusciremo a subentrare alla Silicon Valley come hub tecnologico leader a livello mondiale.” Le ambizioni non sono di poco conto e Londra, come tech hub, punta decisamente in alto.

Sempre il sindaco di Londra ha poi proseguito “Gli imprenditori e le imprese tecnologiche sono attratti dalla nostra grande città per il suo pool di talenti diversificati, oltre ad un ecosistema aziendale unico, personalmente sono determinato a far si che Londra rimanga aperta agli investimenti e ai migliori talenti tecnologici di tutto il mondo.”

Le ambizioni di Khan per Londra fanno eco con quelle espresse da Theresa May che, durante il suo discorso a Davos in occasione dell’ultimo World Economic Forum, si è focalizzata sull’importante ruolo dell’intelligenza artificiale come elemento centrale per lo sviluppo e la crescita nello scenario economico attuale e futuro. Ed ha affermato, a chiare lettere, che l’Inghilterra ha l’obiettivo di essere all’avanguardia in questo settore; come contraddirla.

 

Fonte: prnewswire.com

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