Internazionalizzazione, le imprese secondo Confindustria Lombardia

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Vendere all’estero è l’obiettivo di molte piccole e medie imprese italiane, innanzitutto perché il mercato interno del nostro paese stenta a riprendere quota. Poi perché i mercati esteri sono quei luoghi esotici dove si possono incontrare grandi opportunità per i prodotti italiani, percepiti solitamente di alta qualità. Tecnologica e identitaria, il Made in Italy è il brand diffuso che funziona come asset nei processi di internazionalizzazione.

In questi giorni è stata presentata a Milano l’Indagine sull’Industrializzazione di Confindustria Lombardia, svolta insieme alla SDA Bocconi. Edizione 2017 “Strategia di Internazionalizzazione, commitment e performance delle PMI lombarde.” Un excursus sulla “salute” delle aziende lombarde con un focus particolare sui loro processi di internazionalizzazione.

Andare fuori dai mercati domestici, puntare sull’export e internazionalizzare. Questo è sempre più il diktat di molte imprese italiane. Nonostante alcuni rallentamenti e timori, soprattutto dovuti ai recenti annunci di linee protezionistiche americane, sul proseguimento di un’economia basata sullo scambio globale di merci e beni. Nell’epoca della globalizzazione e dall’accesso universale ad internet le imprese sono rivolte non solo sui mercati nazionali ma anche su quelli internazionali.

Il mondo delle imprese e dei mercati internazionali richiede però un approccio differente, sia per quanto riguarda il marketing che le diverse strategie utili a presidiare gli spazi economici “globali”. La soluzione, per affrontare con  successo questi nuovi scenari, si basa prevalentemente su una nuova consapevolezza: la capacità di dotarsi di supporti informativi e di servizi tecnici qualificati in grado di “guidare” in maniera efficace i processi di internazionalizzazione. Tali da permettere di cogliere le opportunità messe a disposizione dai processi di integrazione economica.

L’indagine svolta da Confindustria Lombardia si è concentrata su 1.170 aziende. Per quanto riguarda le dimensioni del campione analizzato 789 hanno meno di 49 dipendenti, 198 ne hanno da 50 a 99 e 180 di loro superano i 100 dipendenti. Tra le tipologie di imprese che sono risultate essere più orientate ai mercati esteri ci sono: “mezzi di trasporto” con il 60,3% di aziende che hanno già avviato processi di internazionalizzazione. “Macchinari” con il 58,3% e “altro manifatturiero” con il 46,9%.

Per il Presidente di Confindustria Lombardia Alberto Ribolla “questi risultati testimoniano l’elevato livello di maturità e flessibilità raggiunto dalle nostre imprese nelle politiche di internazionalizzazione, senza trascurare le oggettive difficoltà che quotidianamente si incontrano nel confrontarsi con nuovi mondi.” Lo stesso Ribolla ha sottolineato però anche l’importanza che l’internazionalizzazione riveste per le imprese “L’Internazionalizzazione rappresenta uno dei quattro driver per la competitività individuati nel nostro Piano strategico #Lombardia2030.”

L’internazionalizzazione risulta essere, in questa prospettiva, un asset strategico per le imprese. Ma quali sono le tipologie di rapporti che le aziende italiane hanno con l’estero? I primi due in assoluto, con forte distacco sugli altri, sono le esportazioni (94,6% delle imprese) e le importazioni (72,2%). Seguono le rappresentanze commerciali (25,7%) e le filiali di vendita (15,5%). Mentre la produzione all’estero, ove esiste, si manifesta maggiormente attraverso contratti o licenze, invece di dotarsi di stabilimenti propri.

Quando alle aziende lombarde è stato chiesto quali sono i primi 5 attuali paesi per vendite, in testa è arrivata la Germania (54,6%), seguita dalla Francia (50,9%) e dalla Spagna (31,2%). Tuttavia, in relazione invece alle prospettive future, tra i paesi indicati come tra i più appetibili nei prossimi processi di internazionalizzazione ci sono Russia (24,8%), Stati Uniti d’America (23,1%) e Cina (18,2%).

vendite
Un fenomeno tutto lombardo è invece quello delle imprese Born Global, o nate globali; si riferisce a tutte le imprese “Che raggiungono il 25% di vendite all’estero sul fatturato aziendale nei primi 3 anni di attività.” E in Lombardia queste sono il 34% del campione delle imprese nate dopo il 2000. Una tendenza particolare del terzo millennio, verrebbe da dire: trasversali ai comparti industriali ed alle classi dimensionali, e con politiche di internazionalizzazione aggressive. Per combattere ad armi pari con la concorrenza che arriva da tutto il mondo. Ecco il DNA dell’internazionalizzazione.

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