La nuova rivoluzione energetica e la fine dell’era del petrolio

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La storia del petrolio è come un romanzo a capitoli che parla di innovazione tecnologica e progresso, e che ha portato per molti decenni ad una crescita economica e sociale di numerose nazioni che ne hanno sfruttato le potenzialità produttive. Ma adesso, agli albori di questo terzo millennio dalla forte caratterizzazione tecnologica e digitale, il petrolio sembra essere diventato un oggetto vintage, un prodotto da modernariato il cui prossimo pensionamento è, per molti, alle porte.

In uno dei primi capitoli – di un ipotetico romanzo sul petrolio – si parlerebbe di come inizialmente questo liquido nero e infiammabile veniva utilizzato per illuminare i viali delle città. Di come la “luce notturna”, resa possibile grazie al petrolio, avrebbe permesso alle persone di muoversi con maggiore sicurezza tra le vie delle prime grandi metropoli, permettendo una vitale mobilità notturna. Questa si sarebbe poi trasformata in parte del vigore economico della città stessa. Sempre tra i primi capitoli si troverebbe narrato il successivo utilizzo dell’olio nero nell’industria automobilistica. Le automobili cominciarono a moltiplicarsi all’inizio del secolo scorso, così come molti mezzi, più pesanti, adibiti al trasporto delle merci. La globalizzazione si basa la possibilità di spostare merci e persone.

Una grande spinta alla diffusione del petrolio fu data dal fatto che i motori alimentati con i suoi derivati erano più performanti e affidabili di quelli – precedenti – a vapore. Questo permise una loro capillare diffusione e l’impiego in tutti i mezzi di locomozione del tempo, e in quelli successivi. Si può affermare che diesel, benzina e Kerosene hanno alimentato una buona parte della crescita economica del secolo scorso, e molti paesi con grandi giacimenti di “oro nero” hanno realizzato enormi profitti dalla sua estrazione e vendita.

Probabilmente però negli ultimi capitoli del romanzo si parlerebbe di come un giorno si sia smesso di adoperare il petrolio, la triste fine della sua gloriosa epoca. Per rimanere in uso presso alcune nicchie di utenti, tra coloro che ancora posseggono autovetture d’epoca, e pezzi da museo, da alimentarsi per forza a petrolio. Finale del romanzo: addio petrolio benvenute rinnovabili, mantra tanto più attuale oggigiorno.

Fuor di metafora, l’abbandono del petrolio come fonte energetica non è ancora così imminente. Ma in un prossimo futuro si, probabilmente il racconto abbozzato sopra potrà concludersi con la fine dell’era del greggio. Se guardiamo al settore automotive, molte case automobilistiche hanno già in essere piani industriali che guardano alle auto elettriche. Questi prevedono il progressivo azzeramento della produzione di autovetture a benzina e gasolio. In Europa molte nazioni stanno operando seguendo il medesimo pattern, individuando piani che prevedono il divieto di circolazione – o perlomeno includano forti riduzioni nella possibilità di circolare – per le autovetture alimentate a combustibili fossili, per  prossimi anni. La Norvegia, uno dei paesi che per primi si è adoperato per ridurre concretamente i livelli di emissioni dovuti alle auto, prevede già dal 2025 il divieto di circolazione per mezzi alimentati a diesel e benzina.

 

 

Lo stesso accade in paesi come l’Olanda, dove è stato annunciata l’intenzione di stabilire il divieto di circolazione per questi mezzi sempre dal 2025 in poi, la Germania lo prevede entro il 2030 e Italia, Francia e Regno Unito pianificano un divieto di circolazione entro il 2040. C’è da aspettarsi che anche gli altri paesi europei seguiranno questo macro trend. Quello che ci aspetta è una mobilità europea completamente alimentata, e sostenuta, da mezzi ed autovetture ad energia elettrica.

I numeri del fenomeno “auto elettrica” sono ancora marginali, una vera diffusione di massa di questi veicoli deve ancora accadere. In Italia circolano circa 14.000 auto elettriche, che vanno a rappresentare appena lo 0,1% di tutte le autovetture italiane che transitano nel paese. Mentre a livello globale ad oggi circolano circa 1,3 milioni di questi veicoli, e le previsioni per il prossimo futuro delineano uno scenario dove al 2040 i veicoli elettrici circolanti saranno almeno 150 milioni.
Tornando in Italia, alcuni segnali positivi si cominciano a vedere anche sul fronte agevolazioni, è di pochi giorni fa la decisione della Provincia di Trento dell’avvio del “Piano per la mobilità elettrica”. Si tratta di 300.00 euro di risorse stanziate per il 2017, con incentivi individuali dai 4.000 ai 6.000 euro per chi decide di acquistare un’auto ibrida o elettrica. Certo è che la mobilità si muove verso l’elettrico, rimane solo da capire se il petrolio, un giorno, finirà il suo corso e nessuno lo utilizzerà più oppure rimarrà solamente un po’ in disparte da solo.

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