La sostenibilità, italiana, delle imprese

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Come convivono, o potranno in futuro dare vita nuove opportunità di cooperazione, i temi della sostenibilità e della salute delle PMI italiane? Ad oggi sembra che non esista una formula brevettata e di comune uso, ma si assiste invece ad una serie di tentativi che cercano di oggettivare un approccio condiviso. E riproducibile.

Il panorama internazionale legato ai temi dell’ambiente, e della sostenibilità, evidenzia delle fratture, soprattutto legate alla nuova “gestione” presidenziale americana. Lo step back di molte delle decisioni prese dalla precedente amministrazione Obama soprattutto sui temi, caldi, dell’ambiente e della sostenibilità, stanno rallentando alcune politiche green precedentemente delineate; vedi gli accordi sul clima di Parigi.

Ma la sostenibilità è, e può essere, la chiava di volta per il benessere delle piccole e medie imprese che operano in Italia. Si è concluso pochi giorni fa il G7 Ambiente a Bologna, dove molto si è discusso di economia circolare, e sostenibilità. Esemplificativo della condizione internazionale dei mutati rapporti tra Stati Uniti e resto del mondo, è stato l’abbandono, prima del termine dei lavori, del direttore dell’agenzia federale per l’Ambiente Epa, Scott Pruitt.

Anche se questo “abbandono” è stato giustificato da un immancabile appuntamento che il Direttore avrebbe avuto con lo stesso Trump. E nonostante che nello svolgimento dei lavori sia stato sostituito da Jane Nishida. Questa dipartita anticipata è stata vista, da molti, come un segno dello scarso interesse degli Stati Uniti per quest’ultimo G7 Ambiente.

Tornando al nostro paese, il tessuto produttivo italiano è caratterizzato prevalentemente da aziende di dimensioni medio piccole: PMI. Nel campo della sostenibilità sembra però che le dimensioni contino, nel senso che le grosse aziende presentano infatti una maggiore facilità nell’attivare programmi di integrazione della sostenibilità ambientale. Ma tale integrazione è però più difficile per le imprese di minori dimensioni. Lo scenario attuale sta portando più ad una adozione, da parte delle piccole, delle soluzioni pensate per le sorelle maggiori; invece di sviluppare delle proprie modalità e strategie. Che sarebbero verosimilmente portatrici di performance migliori.

Ma gli esempi di PMI italiane che sono riuscite a sviluppare una loro proprio modalità di integrazione della sostenibilità non mancano. Omal è una PMI metalmeccanica con la sede produttiva in Franciacorta. Nonostante il settore, produce valvole per vari impieghi, dal food, al navale sino a tante altre applicazioni industriali, si è aggiudicata due importanti premi green in occasione della seconda edizione del premio “The procurement awards 2017”. Prima classificata nelle sezioni “Acquisti etici e sostenibili” e “Acquisti multifunzionali in team”. Come spiega la Social Innovation Manager di Omal, Lucia Dal Negro, uno dei motivi per l’attenzione all’integrazione della sostenibilità nella sua azienda dipende dall’avere creato un apposito ufficio dedicato all’innovazione sociale.

Innovazione sociale, ma anche una maggiore collaborazione tra le PMI e gli istituti, pubblici o privati, di ricerca: Università in primis. Come driver per la convivenza di crescita economica e attenzione nei confronti dell’ambiente.

Wasp (World’s Advanced Saving Project) è un’azienda, e un progetto, tutto italiano, sullo sviluppo e la vendita di stampanti 3D. Molti dei sui ricavi vengono investiti negli ambiti di ricerca e innovazione. Gli obiettivi di Wasp sono la “fiducia nella tecnologia alla base di un progresso sostenibile” e la creazione di “stampanti solide professionali con l’intento di incentivare uno sviluppo sostenibile e l’autoproduzione”.

Hanno inoltre redatto un loro proprio manifesto, da cui riprendiamo l’articolo 3 perché esemplifica, secondo noi, parte della filosofia che sta alla base dei loro intenti: “Le risorse del pianeta non sono sufficienti a sostenere l’esplosione demografica in atto, occorre quindi cambiare modelli di sviluppo. Il progetto WASP studia, realizza e promuove sistemi ecosostenibili.”

Modelli, innovazione, sostenibilità – ambientale e dei processi produttivi – una nuova visione dell’ecologia, possono divenire elementi dell’impresa che creano traction nel proprio mercato di riferimento. In parte si tratta della necessità di sviluppare, da parte delle piccole e medie imprese italiane, soluzioni sostenibili in linea con le politiche ambientali condivise. Dall’altra significa dare vita ad una vera e propria nuova cultura della sostenibilità. Le persone, e il mercato, ringrazieranno.

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