I leader ai tempi della trasformazione digitale

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L’organizzazione delle imprese contemporanee sta mutando in maniera molto veloce sotto l’influenza della quarta rivoluzione industriale. Viviamo nell’epoca delle macchine interconnesse, della possibilità di analizzare enormi quantità di dati per ottimizzare tutte le fasi della produzione, l’epoca della realtà aumentata e del cloud, oltre alla presenza, sempre più diffusa, dell’intelligenza artificiale. Di fronte a tutti questi profondi cambiamenti muta il ruolo del “capo”, da leader carismatico a elemento collaborativo e interconnesso all’interno del tessuto operativo e strategico dell’impresa.

Le caratteristiche che dovrebbe avere questo nuovo leader sono state messe bene in luce all’interno dell’Open Leader Manifesto, il quale si è preso l’onere di redigere una serie di punti con l’obiettivo di delineare le caratteristiche che i nuovi leader dovrebbero avere, per meglio gestire la complessità della trasformazione digitale. Riportiamo i primi dieci punti contenuti nel manifesto:

  1. Un leader non può più controllare
  2. I collaboratori controllano, i clienti controllano
  3. Un leader crea le condizioni perché altri controllino
  4. Un leader deve smettere di pensare alla sua leadership. Non deve pensare ai suoi talenti, alla lista delle virtù alla moda
  5. L’obbligo che un leader ha è di essere se stesso e non imitare altri. Questa è una finalità come essere umano e non solo come leader
  6. La leadership è un processo. La leadership è relazione
  7. La leadership è reciprocità. Se un leader vuole influenzare deve accettare di essere influenzato
  8. La leadership è servizio: ai clienti, ai collaboratori, alla comunità. Per tale motivo i suoi valori guida sono: l’onestà, la condivisione del potere, la trasparenza
  9. La fiducia è il motore delle relazioni nei sistemi aperti. Sia dentro alle aziende che sui mercati attraverso il consumo collaborativo
  10. Il leader costruisce relazioni all’insegna del rispetto

Tutti i punti, o le tesi, dell’Open Leader Manifesto sono consultabili sul loro sito web.

 

 

Ma come dovranno essere quindi i leader del futuro?

Una delle loro caratteristiche fondamentali sarà quella di avere la capacità di mantenere il focus verso le vision dell’impresa, di costruirla, coltivarla e farla crescere con passione.

il leader, ai tempi della trasformazione digitale, dovrebbe avere un mindset più simile a quello dell’imprenditore o del venture capitalist. Pensare il bene dell’azienda, e dei propri collaboratori, ma rendendosi anche dei rischi, innovando.

Nel 2000, all’inizio di questo nuovo millennio, Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger pubblicavano il Cluetrain Manifesto, un libro stampato e composto da 95 tesi e presentato come un vero e proprio manifesto. Il loro intento fu quello di presentare un manuale, o invito all’azione, rivolto a tutte le imprese che operavano all’interno di ciò che si proponeva essere un nuovo mercato interconnesso. La prima Tesi risuonava come “Markets are conversations”, letteralmente i mercati sono conversazioni. A quasi venti anni di distanza il senso di questa prima tesi si è spostato all’interno delle imprese, in quanto queste sono divenute luoghi di conversazioni continue, amplificate dai molti strumenti tecnologici di comunicazione a disposizione oggi, la metafora della conversazione come azione, e come caratteristica che definisce l’identità e il modo di operare dell’impresa.

 

Un futuro meno prevedibile, ma sempre più influenzabile

La pianificazione del futuro ha subito un forte screditamento in questi ultimi anni, in un sistema sociale, economico, geopolitico, tecnologico e produttivo via via sempre più complesso è divenuto molto difficile riuscire a pianificare un futuro a lungo termine. Questo cambio di paradigma ha ridefinito un nuovo modo di intendere ed agire sul domani, le prospettive esatte, o quasi, sono a breve termine, adesso si cercano di individuare delle traiettorie, dei percorsi, delle idee, che potranno cambiare e modificarsi in corso d’opera. Il leader, ai tempi della trasformazione digitale, dovrà operare in maniera agile, dovrà avere in questo senso le capacità e le skills per agire sul futuro dal presente e farlo in modo dinamico, per superare i disturbi, le incertezze e gli ostacoli che incontrerà nella gestione della trasformazione digitale. Una nuova tecnologia che possa mettere a rischio la sopravvivenza dell’impresa, oppure che possa dargli un enorme vantaggio competitivo, un modello di business disruptive adottato da un nuovo competitor, tanti sono i rischi, e le opportunità, che nascono e si manifestano nel complesso sistema contemporaneo.
I nuovi leader dovranno avere la capacità di gestire le continue trasformazioni, ridefinire velocemente il modo di porsi dell’impresa sul mercato, della sua supply chain, essere in grado di prevedere e vedere i vantaggi che potrebbero portare le innovazioni tecnologiche e sociali. Ma non potrà fare tutto ciò da solo, dovrà ripensare l’impresa come luogo di conversazioni e scambio, di reciprocità e collaborazione, l’impresa come una forma organica perfettamente interconnessa e in grado di affrontare le sfide future di un mercato, e un sistema produttivo, sempre più complessi e concatenati.

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