Perché è importante la posizione delle Regioni sul tema della “fabbrica intelligente”

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La fabbrica intelligente sarà la fabbrica del futuro. L’interesse crescente, anche e soprattutto in Italia, nei confronti dell’adozione e dello sviluppo di un approccio che renda possibile la transizione verso l’Industria 4.0 arriva anche dalla Conferenza delle Regioni.

L’Industria 4.0 è la diretta conseguenza di quella che viene definita come la quarta rivoluzione industriale, basata sui principi fondanti di un nuovo modello di produzione: automatizzata e interconnessa. Con queste premesse, la Conferenza delle Regioni italiana ha approvato, nel corso di una importante riunione che si è svolta il 29 settembre scorso, un documento che che si esprime sul tema del posizionamento della “fabbrica intelligente”.

La stesura e approvazione del documento rientra in una strategia, che le Regioni intendono portare avanti, e che individua nella promozione di programmi e interventi regionali sulle nuove tematiche della “fabbrica intelligente” di vitale importanza per lo sviluppo integrato dell’Industria 4.0 anche nel nostro paese.

Le finalità inserite all’interno del Documento delineano l’intento di attivare degli specifici programmi regionali coordinati con lo scopo di promuovere le tecnologie innovative che stanno alla base della fabbrica del futuro. Il contesto all’interno del quale viene proposta tale iniziativa è quello di un sistema economico italiano dove il comparto manifatturiero contribuisce al 15% del PIL generato dal nostro paese. Era il 20% quindici anni fa, nel 2001. Con un fatturato di circa 900 miliardi di euro a cui corrispondono l’occupazione di 4 milioni di lavoratori e 400mila imprese coinvolte.

Il contesto manifatturiero italiano si inserisce in uno scenario globale dove studi recenti hanno stimato i valori della produzione industriale manifatturiera mondiale pari a 7,5 trilioni di dollari, che rappresentano il 16% del PIL dando lavoro, nei soli paesi sviluppati, a ben 45 milioni di persone. La fabbrica del futuro o smart factory emerge e dovrà dovrà operare all’interno del quadro appena descritto, le sfide che si pongono per il futuro, sempre stando al Documento, saranno le seguenti:

  • Aumento della specializzazione della domanda
  • Riduzione dei lavoratori in possesso di skills avanzate
  • Competizioni con gli attuali paesi emergenti

Sempre in ambito di sviluppo industriale, il Consiglio Competitività dell’Unione Europea ha fissato come obiettivo di crescita il raggiungimento del 20% del PIL europeo ottenuto dalle attività manifatturiere. Una politica in aperto contrasto con la tendenza alla deindustrializzazione in corso in tutta Europa, ad eccezione della Germania e di altri paesi dell’est europeo.
La fabbrica intelligente o Industria 4.0 è l’asso nella manica dell’Italia, una carta che se ben giocata le consentirà di competere con le economie più avanzate. Ma per fare ciò dovranno essere sbloccati investimenti sulle tecnologie più avanzate: automazione robotica e cibernetica, interfacce uomo-macchina, internet of things, big data e cloud computing, tra gli altri. E il Documento della Conferenza delle Regioni rientra appieno in questa prospettiva.

 

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