Come sarà il mercato automobilistico dopo il Coronavirus

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La crisi portata dall Coronavirus ha colpito indistintamente quasi tutti i settori economici, tra quelli che hanno subito un rallentamento più marcato c’è però il settore automobilistico. E anche se nella sola Italia si parla di una percentuale di calo del settore che si aggira intorno all’85%, il comparto sembra essere pronto a riaccendere i motori e ripartire. Per Nonisma, società che realizza ricerche di mercato e consulenze, le parole d’ordine sono liquidità, flessibilità e digitalizzazione.

Quello fatto dalla società di consulenza è un lavoro che si è occupato di definire un punto della situazione in cui si trova il mercato automobilistico. Lo ha fatto tracciando un percorso e partendo dalla situazione esistente prima dell’esplosione del virus, ripercorrendo le varie tappe della sua evoluzione, per arrivare poi a delineare delle possibili linee guida in grado di permettere al settore di uscire dall’impasse attuale.

Prima dell’arrivo del Covid-19 il settore automotive stava pianificando grandi rivoluzioni, tra queste un ruolo di primo piano era ricoperto dalla ricerca e dallo sviluppo dell’elettrico. Le previsioni erano di avere un 55% di vetture elettriche entro il 2030, ma non solo, perché a queste si sarebbero dovute aggiungere anche le vetture a guida autonoma, altra grande scommessa del settore. Oltre a queste anche la mobilità in sharing, o più italianamente l’automobile in condivisione, con un sistema simile a quello in essere in molte città italiane e cioè il servizio di car sharing.

Ma il lockdown che ha interessato quasi tutti i paesi del mondo ha portato i produttori di automobili a chiedersi a quando, la rivoluzione in atto, sarà posticipata e se ci saranno le medesime condizioni di mercato e bisogni dei consumatori, nella nuova normalità che si avrà dopo il Coronavirus. Come abbiamo visto poco sopra, in Italia sono calate le immatricolazioni di nuove autovetture dell’85%, ma anche negli altri paesi europei la situazione non è migliore, frenate nelle vendite ci sono state anche in UK, Germania, francia e Spagna.

 

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Come sottolinea Nonisma, la situazione portata dal Covid-19, e il conseguente lockdown, non hanno fatto altro che aggravare uno scenario dove il settore dava già segni di sofferenza. Il primo bimestre 2020 aveva infatti già fatto segnare un -7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In sostanza il mercato dell’automobile nel 2019 è rimasto invariato rispetto al 2018, anche se una crescita del 6% nel settore del noleggio, incluso anche quello a lungo termine, aveva fatto segnare sperare in un certo dinamismo del settore e un cambio di abitudini di acquisto da parte dei consumatori: più macchine a noleggio e meno vetture di proprietà.

Secondo la società di consulenza, l’utilizzo dell’auto sarà uno degli elementi centrali della mobilità dei cittadini nella fase 2. Gli spostamenti con il proprio mezzo eviterebbero infatti alle persone di trovarsi a viaggiare su mezzi pubblici affollati, indicati come uno dei principali vettori di contagio. Quindi uno scenario possibile è la ripresa del mercato dell’automobile, magari non con percentuali di crescita del 30% come si è visto in Cina, ma comunque con un trend positivo nei prossimi mesi.

Altro aspetto da considerare sono però le circa 350mila autovetture immobilizzate nei concessionari italiani e che sono rimaste invendute, per un valore stimato che si aggira intorno ai 7 miliardi di euro. Quello che ne deriverà e un calo delle immatricolazioni nel 2020, la stima più ottimistica parla di di un calo di 300mila unità, ma c’è poi quella più pessimistica che indica invece il calo di immatricolazioni vicino a meno 600mila unità.

La soluzione? Secondo Nonisma “In questo contesto la parola chiave è customer-centricity, accompagnata da una domanda quanto mai insidiosa: come stimolare i consumi? Quali sono i key consumer needs? Mettere il cliente al centro nel settore automotive significa prevedere la collaborazione dei principali soggetti coinvolti, istituzioni, vendors (case automobilistiche e finanziarie collegate), concessionari e società di noleggio, sotto un cappello comune: liquidità, flessibilità, exit e digitalizzazione.”

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